Settembre: novità in casa Facebook e Google

Settembre, si torna al lavoro e si torna sui banchi di scuola, è ora di novità anche in Google e Facebook.

Facebook: Whatsapp, Instagram, Stories

Iniziamo da Whatsapp, l’app di messaggistica acquistata già da qualche tempo da Facebook e su cui tutti ci stiamo chiedendo da allora come la si sarebbe monetizzata, visto che la prima cosa fu togliere l’euro annuale di fee.

Per Whatsapp sono in arrivo delle funzioni Business: si sono accorti infatti che molte aziende di qualsiasi grandezza la utilizzano per attività di informazioni, customer care e in generale contatto col cliente.
L’annuncio riguarda quindi il fatto che esisteranno dei profili business, con tanto di tick a conferma del fatto che sono account verificati in modo che l’utente sarà sicuro di star parlando con qualcuno autorizzato dall’azienda e non da qualcuno che si spaccia per chi non è, e che questi account business verificati avranno a disposizione dei tool, a pagamento per le aziende più grandi e gratuiti per quelli più piccoli, e saranno simili a quelli già a disposizione per Facebook Messenger.

Le conversazioni con questi account saranno criptate, potranno essere bloccate, e saranno solo possibili se l’utente ha acconsentito e fornito in precedenza il proprio numero di telefono. Sarà facile capire se chi ci contatta è un account business perchè anche se il numero non è presente nella nostra rubrica apparirà con il nome e non appunto con il numero.

Instagram Stories e Facebook Stories

Le Stories sono lo strumento che Facebook sta cercando di far utilizzare di più ai propri utenti per togliere spazio alla concorrenza costituita da Snapchat e conquistare finalmente il target teen, che sembra quello, a livello mondiale, più restio ad accedere alla piattaforma e con il più alto tasso di abbandono.

Le novità a riguardo sono tante.

Le Facebook Stories sono approdate intanto su desktop: se ne parlava da un po’, e iniziano ora ad essere attivate. Le si trova per il momento in alto a destra dell’home feed, possono essere visualizzate ma non create da browser.

Facebook vorrebbe anche far in modo che le Instagram Stories siano facilmente condivisibili su Facebook, cosa che al momento è possibile solo se su Instagram si è attivata la funzione che salva la stories e la si ripubblica dalla galleria del telefono sul proprio stream.

Inoltre, Instagram ha annunciato che presto le Stories saranno visibili anche dalla versione desktop: andando Instagram.com da browser si potranno vedere anche da lì.
Questa svolta dipende da vari fattori: l’80% degli instagrammers è geolocalizzato fuori dagli USA, in genere in paesi in crescita ma spesso con connessioni internet limitate, per cui l’accesso a Instagram è più facile via browser desktop che smartphone, e sempre poi per schiacciare la concorrenza di Snapchat che in questi posti non è ancora arrivato o sta iniziando ad andare di moda ora, e occupare quindi quella fetta di mercato e chiuderla totalmente a chiunque altro voglia conquistarla.

Le Stories si potranno anche caricare dal browser mobile, come già accade per le immagini, ma da desktop ancora no.

Facebook

Per la propria app, Facebook sta cercando – di nuovo – un metodo semplice per suggerire contatti che hanno lavorato o studiato nello stesso posto.
Andando da telefono sulla pagina profilo nostra o di altri, nelle informazioni sotto la foto profilo, cliccando sul nome di un’azienda o di una istituzione scolastica, si passa adesso a una scheda con la pagina dell’ente e scorrendo da destra a sinistra a una scheda di contatti che potremmo conoscere ordinati secondo il numero di contatti già in comune. Con la nuova modalità si passerebbe invece a una lista e solo dopo alle schede dei profili.

Nell’app iOS è invece apparsa nella lista dei menu la dicitura “Top Live” che dovrebbe portare l’utente ad accedere ai live migliori, anche se questa qualità ancora non è dato sapere come verrà calcolata.

Nel frattempo è stata rivelata anche la programmazione della piattaforma Watch, la Facebook TV: programmi live tra i 4 e i 10 minuti, fondamentalmente dei reality show o format a questi assimilabili, produzioni apposite per la piattaforma.

In ultimo, ad alcuni gestori di eventi è apparsa la funzione “Use Camera Effects“: interpretabile come il voler far utilizzare di più e in direzione business questa funzione che al momento rimane in sordina, probabilmente fornendo a coloro che non hanno possibilità di pagare una casa di produzione di poter mettere una mascherina personalizzabile sulle foto e sui video dell’evento. A
Anche questa funzione pare possa dar molto fastidio a Snapchat.

Fonti: 1 2 3 4 5

Google

Già era stato annunciato che in un aggiornamento di Chrome del 2018 verrà inserito il blocco ADs, cosa che provocherebbe problemi abbastanza grossi a chi di quelle pubblicità vive.
Il motivo per cui Google ha deciso questa cosa è sicuramente duplice: da una parte il fatto che molte persone utilizzano app ed estensioni esterne – e quindi Big G probabilmente non riesce a capire quali e perchè vengono bloccate, cosa che aiuta nelle statistiche di vendita spazi pubblicitari – sia perchè cerca sempre di tutelare chi naviga, e le pubblicità troppo invasive scoraggiano gli utenti.
Questo aggiornamento poi porterebbe a penalizzazioni nella ricerca.

Prima però di introdurre questa funzione, permette a editori e redattori di capire se stanno esagerando con la pubblicità, analizzando i siti.
Da questa analisi è risultato che anche grandi portali dell’informazione internazionale hanno esagerato con pop up difficilmente chiudibili e video in autoplay, e devono correre ai ripari.

L’altra novità è la disponibilità del feed personalizzato in tutto il mondo: da luglio era disponibile solo in USA, ora è sugli Android di tutto il globo.
Per adesso è solo nell’app di ricerca, ma l’idea è di estenderlo anche a iOS e alla home page di Google su desktop e su mobile.

Oltre alle schede relative agli interessi che Google ha rilevato in base alle nostre ricerche, sarà possibile cliccare sulla tematica indicata in alto nella scheda (una vera e propria keyword)  e avere la relativa SERP che permetterà di capire meglio di chi o cosa si sta parlando.

 

 

Fonte 6 7

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Alessia Anardu

Alessia Anardu

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